{"id":1399,"date":"2013-08-05T16:50:53","date_gmt":"2013-08-05T16:50:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bondvigilantes.com\/italiano\/?p=1399"},"modified":"2013-08-23T15:36:09","modified_gmt":"2013-08-23T15:36:09","slug":"perche-leuro-sopravvivera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bondvigilantes.com\/italiano\/2013\/08\/perche-leuro-sopravvivera\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019euro sopravviver\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Scarse prospettive di crescita, elevata disoccupazione, enormi volumi di debito, debolezza delle finanze pubbliche: \u00e8 fin troppo facile per analisti ed economisti affermare che l\u2019euro non durer\u00e0 per sempre. Eppure eccoci qua, a poche settimane dal quinto anniversario del crollo di Lehman Brothers, dopo diverse crisi del debito sovrano: l\u2019euro \u00e8 ancora la moneta unica dell\u2019Unione economica e monetaria (UEM) europea, dopo il lancio nel 1999. Molti ritengono, come noi in <a title=\"Unwinding the euro\" href=\"https:\/\/bondvigilantes.com\/blog\/2021\/12\/29\/unwinding-the-euro\/\" target=\"_blank\">passato<\/a>, che un\u2019unione monetaria sia insostenibile senza una vera unione fiscale e che la svalutazione interna attuata mediante la riduzione dei costi unitari del lavoro sia troppo onerosa per paesi come l\u2019Irlanda e la Grecia. Ci\u00f2 si tradurrebbe probabilmente in una divergenza dei tassi di crescita all\u2019interno dell\u2019Eurozona. Tuttavia, bisogna ammettere che i paesi membri dell\u2019UE e la Banca centrale europea hanno saputo gestire efficacemente i sintomi immediati della crisi, facendo fronte a tutte le difficolt\u00e0 scaturite finora dall\u2019unione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, rimane una sfida a lungo termine: favorire la convergenza tra gli Stati membri dell\u2019Eurozona, di modo che una politica monetaria unica fondata su un certo grado di stabilit\u00e0 dei prezzi sia rilevante per la Germania come per la Grecia. La difficolt\u00e0 di realizzare questa convergenza rappresenta attualmente il principale ostacolo sul percorso dell\u2019UEM, a causa dei problemi legati all\u2019adozione di una politica monetaria comune e di un unico tasso di cambio.<\/p>\n<p>Considerato questo, \u00e8 giunto il momento di capire se l\u2019unione valutaria pi\u00f9 ambiziosa della storia abbia i requisiti per durare. Quali sono le principali ragioni per cui l\u2019euro riuscir\u00e0 a sopravvivere e prosperare in futuro?<\/p>\n<p><b>Nell\u2019Eurozona si profila l\u2019inizio della ripresa e si scorgono segnali di una convergenza tra i paesi membri<\/b><\/p>\n<p>Gli indicatori come gli indici PMI e la produzione industriale segnalano una crescita positiva nel secondo trimestre. La fiducia dei consumatori \u00e8 in miglioramento, mentre in alcuni paesi si registra anche un primo lento miglioramento dei dati sulla disoccupazione. Naturalmente l&#8217;Europa non \u00e8 ancora in salvo e continua a fronteggiare significativi ostacoli alla crescita, sui quali ci siamo <a title=\"leuropa-periferica-e-ancora-afflitta-dalla-crisi-del-debito-a-dispetto-delle-apparenze\" href=\"https:\/\/bondvigilantes.com\/italiano\/2021\/12\/07\/leuropa-periferica-e-ancora-afflitta-dalla-crisi-del-debito-a-dispetto-delle-apparenze\/?noredirect=it\" target=\"_blank\">gi\u00e0 soffermati<\/a>. Ci\u00f2 nonostante, le tendenze osservate costituiscono forse una prima indicazione che le significative riforme strutturali attuate nella periferia iniziano a dare i loro frutti.<\/p>\n<p>L\u2019Eurozona, inoltre, mostra segnali di un riequilibrio. Negli anni del boom i costi unitari del lavoro sono aumentati troppo rapidamente nell\u2019Europa periferica e in misura insufficiente in Germania. Ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in un ampio divario di competitivit\u00e0 nell\u2019Eurozona, che comincia a ridursi (anche se paesi come l\u2019Italia e la Francia hanno ancora molta strada da fare; si veda il<a title=\"francia-un-cocktail-tossico-di-crescita-debole-scarsa-competitivita-e-inasprimento-fiscale\" href=\"https:\/\/bondvigilantes.com\/italiano\/2021\/12\/08\/francia-un-cocktail-tossico-di-crescita-debole-scarsa-competitivita-e-inasprimento-fiscale\/?noredirect=it\" target=\"_blank\"> post<\/a> sul nostro blog). Per quanto concerne il saldo delle partite correnti, l\u2019Italia e l\u2019Irlanda fanno registrare un avanzo, la Grecia ha ridotto il suo ampio disavanzo e la Spagna e il Portogallo evidenziano deficit modesti.<\/p>\n<p>Si tratta di piccoli passi, ma necessari, per assicurare la sopravvivenza dell\u2019euro.<\/p>\n<p><b>La Germania \u00e8 la Cina d\u2019Europa<\/b><b><\/b><\/p>\n<p>A differenza dei paesi dell\u2019Europa meridionale e dell\u2019Irlanda, la Germania ha beneficiato di un boom economico: la disoccupazione \u00e8 bassa, l\u2019export vigoroso, l&#8217;inflazione contenuta, il settore dei consumi dinamico e in qualche regione del paese si scorgere i primi <a title=\"non-vi-aspettate-inflazione-in-europa-i-tedeschi-si-basta-guardare-il-mercato-immobiliare\" href=\"https:\/\/bondvigilantes.com\/italiano\/2021\/12\/30\/non-vi-aspettate-inflazione-in-europa-i-tedeschi-si-basta-guardare-il-mercato-immobiliare\/?noredirect=it\" target=\"_blank\">segnali<\/a> di un aumento dei prezzi delle abitazioni. Un\u2019importante spiegazione del successo della Germania in un periodo di instabilit\u00e0 risiede nel fatto che la sua competitivit\u00e0 internazionale non \u00e8 stata pregiudicata da un apprezzamento della valuta. Ad esempio, grazie all\u2019euro il tasso di cambio reale della Germania \u00e8 inferiore di circa il 40% al livello registrato a suo tempo dal cambio tra il marco tedesco e il dollaro statunitense.<\/p>\n<p>La Germania rappresenta dunque la Cina d\u2019Europa (almeno dal punto di vista dell\u2019avanzo commerciale): un tasso di cambio enormemente sottovalutato genera il maggior surplus commerciale mondiale, pari a circa 193 miliardi di euro l\u2019anno (quello cinese si attesta a circa 150 miliardi di dollari l\u2019anno). Questo avanzo scaturisce principalmente dai rapporti commerciali con altri Stati membri dell\u2019Eurozona (come Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda).<\/p>\n<p>Le eccedenze di capitale generate dall\u2019accresciuta competitivit\u00e0 internazionale della Germania si sono riversate in Europa meridionale e in Irlanda. Le banche e gli investitori tedeschi sono parte della comunit\u00e0 internazionale che ha fatto credito ai governi e alle imprese nei paesi periferici, con l\u2019obiettivo di realizzare maggiori rendimenti di quelli offerti dai Bund. Naturalmente, in assenza di questi apporti di capitale, i paesi dell\u2019Europa meridionale e l\u2019Irlanda non avrebbero potuto accumulare tanto debito (nel 2008 circa l\u201980% dei titoli di Stato greci, irlandesi e portoghesi era detenuto da investitori esteri). In aggiunta, l\u2019aumento dei costi unitari del lavoro in questi paesi sarebbe stato probabilmente pi\u00f9 contenuto (specialmente nel settore pubblico) e il divario di competitivit\u00e0 tra la Germania e le nazioni periferiche sarebbe stato meno pronunciato.<\/p>\n<p>La Germania ha beneficiato della moneta unica pi\u00f9 di ogni altro Stato membro. Un eventuale default avrebbe effetti devastanti sul sistema bancario e sulle esportazioni nazionali. Il Paese si trova in una situazione delicata, quindi \u00e8 difficile capire perch\u00e9 potrebbe abbandonare l\u2019euro.<\/p>\n<p><b>L\u2019alternativa per l\u2019Europa meridionale e l\u2019Irlanda \u00e8 troppo onerosa <\/b><\/p>\n<p>La Germania attualmente \u00e8 avvantaggiata dall\u2019euro molto pi\u00f9 dei paesi fortemente indebitati, perch\u00e9 la moneta unica ha privato queste nazioni della possibilit\u00e0 di migliorare la propria competitivit\u00e0 attraverso la svalutazione monetaria (si metta a confronto, ad esempio, l\u2019esperienza di questi paesi con quella del Regno Unito). Inoltre, i tassi di interesse sono troppo restrittivi, mentre la sovracapacit\u00e0 produttiva e una disoccupazione straordinariamente elevata hanno creato spinte deflazionistiche. Paesi come la Grecia e l\u2019Irlanda non hanno vissuto una recessione, ma una depressione.<\/p>\n<p>Dal momento che le autorit\u00e0 dell&#8217;Europa meridionale e dell\u2019Irlanda non possono agire sulla politica monetaria o sulla leva del tasso di cambio, non resta che un\u2019unica possibilit\u00e0 per guadagnare competitivit\u00e0: dolorosi programmi di austerity e la svalutazione interna attraverso la riduzione dei salari. Solo cos\u00ec questi paesi possono sperare di competere con giganti come la Germania in un contesto globalizzato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque una di queste nazioni non abbandona l\u2019UEM? Grecia, Irlanda e Cipro hanno sperimentato a proprie spese gli effetti dell\u2019euro in anni recenti, eppure rimangono nell\u2019Eurozona. L\u2019argomentazione pi\u00f9 convincente proposta finora \u00e8 che i costi dell\u2019uscita dall\u2019UEM sarebbero nettamente superiori ai benefici. Deflussi di capitali, impennata dell\u2019inflazione, fallimento su scala nazionale, disoccupazione di massa e disordini sociali non rendono questa opzione particolarmente allettante. Provate poi a immaginare cosa accadrebbe se Italia e Spagna decidessero di uscire dall\u2019euro. Restare nell\u2019Eurozona \u00e8 la scelta meno deleteria per i paesi debitori.<\/p>\n<p><b>La Banca centrale europea \u00e8 pronta a salvare l\u2019euro \u201ca qualunque costo\u201d<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 trascorso un anno da quando il Presidente della BCE Mario Draghi ha tenuto uno dei discorsi pi\u00f9 importanti nella storia europea, affermando: <i>\u201cDurante il nostro mandato, la BCE \u00e8 pronta a salvare l\u2019euro, a qualunque costo.<\/i><i> <\/i><i>E credetemi: sar\u00e0 abbastanza\u201d.<\/i> Nel pronunciare queste parole, Draghi ha convinto i mercati che la BCE ha una potenza di fuoco illimitata per sostenere i paesi membri, in particolare Italia e Spagna. Immediatamente i rendimenti delle obbligazioni sovrane dei paesi periferici sono scesi da livelli pericolosamente elevati, che rendevano l\u2019indebitamento insostenibile nel lungo termine, e sono attualmente molto pi\u00f9 bassi rispetto a un anno fa. Si pu\u00f2 dire che il mercato confida ancora in Draghi e oggi sconta il rischio in maniera pi\u00f9 adeguata. Ora che la BCE sembra pi\u00f9 incline a fornire indicazioni per il futuro, non si pu\u00f2 escludere l\u2019attuazione in tempi brevi di ulteriori misure di politica monetaria non convenzionali, come una nuova tornata di LTRO.<\/p>\n<p><b>Non sottovalutare il desiderio politico di preservare l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019area euro<\/b><\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0 \u2013 le prospettive fosche, i livelli record di disoccupazione e di debito, il prelievo forzoso sui depositi bancari proposto a Cipro \u2013 nessun paese ha abbandonato l\u2019UEM, che si \u00e8 anzi arricchita di nuovi membri (la Slovacchia nel 2009 e l\u2019Estonia nel 2011) e potrebbe persino accoglierne di nuovi (la Lettonia nel 2014). I paesi europei rimangono aperti agli scambi commerciali, continuano a recepire le politiche europee e non hanno fatto ricorso a misure protezionistiche. La regolamentazione bancaria nell\u2019UE \u00e8 diventata pi\u00f9 rigorosa, il sistema finanziario si \u00e8 stabilizzato e sono stati introdotti nuovi requisiti patrimoniali per le banche.<\/p>\n<p>L\u2019Europa resta per noi una grave fonte di preoccupazione. Un\u2019unione monetaria di successo richiede infatti un\u2019integrazione non solo politica, ma anche economica. Le autorit\u00e0 europee devono accettare maggiori limiti alla propria autonomia politica, e questo sar\u00e0 difficile da ottenere. La convergenza economica \u00e8 una necessit\u00e0. Cosa forse ancor pi\u00f9 preoccupante, un mix di debole domanda interna, austerit\u00e0, bassi salari ed elevata disoccupazione comporta costi politici e alimenta le tensioni sociali. Tuttavia, dato il track record di UE e BCE e per le ragioni sopra elencate, forse l\u2019euro potrebbe sopravvivere molto pi\u00f9 a lungo di quanto alcuni analisti economici attualmente non si aspettino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarse prospettive di crescita, elevata disoccupazione, enormi volumi di debito, debolezza delle finanze pubbliche: \u00e8 fin troppo facile per analisti ed economisti affermare che l\u2019euro non durer\u00e0 per sempre. Eppure eccoci qua, a poche settimane dal quinto anniversario del crollo di Lehman Brothers, dopo diverse crisi del debito sovrano: l\u2019euro \u00e8 ancora la moneta unica dell\u2019Unione economica e monetaria (UEM) europea, dopo il lancio nel 1999. 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